Prendere in prestito

5+ anni

Ricevere qualcosa che appartiene ad altri con l’accordo di restituirlo. Per il denaro, l’accordo può prevedere scadenze e costi.

In breve

Prendere in prestito significa poter usare temporaneamente qualcosa di un’altra persona, mantenendo un obbligo di restituzione. Per i soldi, occorre distinguere quanto si riceve, quando si restituisce e l’eventuale costo. Un prestito non è un regalo e non è un guadagno: la somma entra adesso, ma rimane da rimborsare. Per spiegare il meccanismo a un bambino basta un esempio fittizio con gettoni. Non è necessario creare una vera entrata a debito, trattenere la paghetta o imporre interessi per rendere la lezione concreta. Anche scegliere di aspettare e risparmiare è un’opzione da confrontare.

Una frase di esempio

« Nel nostro esempio prendi in prestito 5 € e devi restituirli alla data concordata. »

Perché parlarne con i bambini

Un prestito collega una possibilità presente a un impegno futuro. Guardare soltanto la somma ricevuta nasconde metà della decisione: il rimborso dovrà trovare spazio accanto alle altre spese. Se si ricevono 20 € e si restituiscono 22 €, i 2 € aggiuntivi sono un costo nell’esempio. Ma un prestito può anche non prevedere interessi; non occorre inventare una commissione perché abbia una conseguenza. Resta l’obbligo di restituire ciò che era stato concordato. Importo, durata, rate e altre condizioni vanno letti insieme. Una rata piccola non dimostra da sola convenienza e una richiesta fatta da un amico non elimina la necessità di chiarezza. Prestare un oggetto offre un altro punto di partenza: chi lo prende deve sapere come usarlo, quando restituirlo e cosa fare se nasce un problema. Non serve equiparare tutti questi accordi a un contratto bancario. Il bambino può imparare a distinguere regalo, uso temporaneo e acquisto senza assumersi una responsabilità economica reale. Se una famiglia ha già un accordo di anticipo sulla paghetta, va spiegato separatamente con calma, senza presentarlo come una prova da superare. Comprendere il meccanismo aiuta a fare domande, non garantisce di evitare ogni difficoltà finanziaria da adulti.

Come spiegarlo insieme

Disegna un negozio fittizio con un oggetto da 15 € e assegna al personaggio 10 gettoni da 1 €. Presenta tre possibilità: aspettare un versamento da 5 €, scegliere un oggetto da 10 € oppure simulare un prestito da 5 €. Scrivete su una carta « ricevuti 5 €, da restituire 5 € il prossimo sabato ». Il personaggio può comprare l’oggetto, ma il suo prossimo versamento avrà un impegno già previsto. Non togliere soldi veri al bambino: mostrate tutto con le carte. Nel secondo giro, aggiungi un costo fittizio di 1 € concordato prima e confronta il totale da restituire, ora 6 €. Chiedi quale differenza produce e quali informazioni servirebbero per scegliere. Potete anche simulare due rate da 3 €, segnando le date: la divisione modifica i tempi, non il costo totale di 6 €. Introduci poi un imprevisto nel gioco e chiedi come contattare chi ha prestato i gettoni e discutere il problema, senza insegnare a ignorare una scadenza o a inventare promesse. Con un ragazzo, confrontate il prestito con un regalo dello stesso importo: in entrambi entra denaro, ma soltanto uno ha un obbligo di rimborso. Contate separatamente i soldi presenti e ciò che resta da pagare. KidCash può rappresentare movimenti familiari, ma non propone prestiti né calcola automaticamente interessi su un debito del bambino. Usate quindi un foglio per questo esercizio. Alla fine, lasciate scegliere il personaggio e chiedete di spiegare la decisione con importi e date.

Le idee da chiarire

  • « Prendere in prestito non costa mai nulla. » Può non esserci un costo monetario, ma la restituzione resta prevista. In altri accordi ci sono interessi o commissioni da leggere. Non è necessario far pagare un bambino per dimostrare questa differenza.
  • « Restituirò quando capita. » Tempi e modalità fanno parte dell’accordo, non solo l’importo. Se c’è una difficoltà, occorre parlarne e cercare una soluzione. Per impararlo bastano esempi fittizi, senza provocare un ritardo o creare una vera penalità.
  • « Un prestito è quasi un regalo. » Un regalo trasferisce la somma senza il rimborso previsto da un prestito. Chiarisci la natura dell’accordo prima, senza usare promesse ambigue. Anche un anticipo, una ricompensa e un trasferimento proprio sono movimenti diversi.

Termini collegati

Altre risorse per genitori

Newsletter

Ricevi le novità

Inviamo guide, attività da stampare e offerte occasionali, circa due volte al mese. Niente spam; annulla l’iscrizione quando vuoi.

Scegli tra la serie di benvenuto di 30 giorni, la newsletter ogni due settimane e, se vuoi, gli articoli giornalieri del blog. Imposta le preferenze dopo l’iscrizione. Puoi disattivare ogni tipo di contenuto con un clic.

Prendere in prestito: una definizione semplice e idee per spiegarla — KidCash